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01 August 2005 @ 05:40 pm
 

Era da un po’ che cercavo un modo per partecipare a questa community, così mi sono cimentata nella mia prima fanfic dedicata a star wars (in questo caso alla coppia Anakin/Obi Wan, ma guarda che stranezza)

E’ venuta fuori una cosa un tantino demenziale ^^’ e il bello è che ero partita per scrivere una cosa seria…

Rating: boh, è leggermente sporca ma senza esagerare :P più che altro è comica.

Devo anche dire che i personaggi non sono i miei?? No, purtroppo non lo sono.

Posto in due parti perché il mio computer si rifiuta di mandarlo intero :( scusate…

La storia si svolge poco prima dell’inizio di ROTS

Ah, non fatevi ingannare dal titolo serio ;)

 

C’era un silenzio quasi innaturale nella stanza.

L’unico rumore, seppure appena percettibile, era il respiro regolare del giovane sdraiato sul letto e il ronzio sommesso del pannello di controllo della porta scorrevole.

Eppure proprio quel suono rimbombava nella mente del ragazzo, impedendogli di affogare i pensieri che lo opprimevano in un sonno ristoratore. Non che il sonno gli avesse mai concesso grande riposo, infatti fin da quando aveva iniziato la sua istruzione jedi, aveva avuto lo sventurato dono di essere tormentato da terribili incubi premonitori che lo facevano svegliare improvvisamente nel cuore della notte con le pupille dilatate e il cuore che batteva all’impazzata nel petto.

Proprio come era successo con sua madre…

E dopo quella volta tutto era peggiorato, poiché al timore per quelle visioni del futuro si era aggiunto un incontrollabile senso di impotenza. Perché gli era stato concesso questo potere se poi non gli era permesso di sfruttarlo per cambiare gli eventi?

Quante volte il maestro Yoda lo aveva messo in guardia sul potenziale pericolo che risiedeva in questa sua frustrazione, nella sua paura di perdere le persone che amava? Aveva perso il conto ormai…

Una buffa immagine di Yoda che lo minacciava col suo bastone per imporgli di concentrarsi si presentò davanti a lui come un miraggio, facendolo sorridere lievemente.

Chiuse gli occhi e inspirò profondamente mentre portava le braccia dietro la testa, cercando di liberare la mente e ottenere il completo controllo sui suoi sentimenti.

Niente da fare: era sempre stato molto abile con la spada laser, ma l’aspetto meditativo non era esattamente il suo forte. Senza contare che quella sera più tentava di raccogliersi, più si innervosiva per il fallimento e quello non era proprio ciò che ci si aspettava da uno jedi.

Aprì gli occhi di scatto, mentre si girava nervosamente sul fianco e prendeva a fissare la parete con aria assente.

Era inutile continuare a mentire a se stesso, c’era un motivo se era così inquieto. Da qualche giorno era perseguitato da una sensazione, quasi un presentimento: sentiva che presto sarebbe stato allontanato da Obi Wan. Non sapeva da cosa (o chi) e in quale modo, ma più cercava di scacciare quel pensiero, più esso cresceva nella sua mente, presentandosi prepotentemente come una certezza. Era quasi certo che quella da cui stavano ritornando fosse una delle ultime missioni che affrontavano insieme.

Anakin fu stupito da questa sua riflessione, in fondo avevano già agito separatamente, come poteva essere diverso questa volta? Eppure era diverso.

Obi Wan gli era sempre stato accanto, era un fratello, un amico e a volte quasi un padre, oltre che un mentore. Non era mai stato completamente solo finora…

La paura del distacco porta al lato oscuroooooo!!!’ sentì la vocina roca di Yoda minacciarlo dai meandri della sua memoria.

"Si si, lo so!" rispose stizzito ad alta voce, un attimo prima di rendersi conto con orrore che stava parlando da solo.

‘Mi devo alzare da questo letto o impazzirò’ si suggerì, vagamente preoccupato per la sua salute mentale.

Si alzò dallo scomodissimo letto e fece per raccogliere la sua tunica nera, ma poi pensò che poteva benissimo fare a meno della sua immagine ufficiale da jedi visto che si trovava su una nave spaziale deserta, se non contava il suo maestro e i droidi. Con una smorfia noncurante si avviò verso la porta scorrevole così com’era.

Uscì dal calore soffocante della stanza per ritrovarsi nel gelido corridoio dell’astronave. Anakin rabbrividì leggermente quando i suoi piedi scalzi toccarono il freddo pavimento. Si bloccò un istante a pensare a cosa poteva fare per passare un po’ di tempo e magari allontanare i pensieri negativi.

‘Obi Wan ha ragione: non riesco a stare fermo un attimo’ pensò il ragazzo mentre un tenero sorriso si dipingeva sulle sue labbra.

Infine si decise e si diresse con passo energico verso la sala comandi. La guida dell’astronave era stata affidata ad un droide, ma controllarlo non era una cattiva idea: si fidava fino a un certo punto della loro competenza, mentre era assolutamente convinto della propria abilità di pilota.

Il corridoio era estremamente buio, Anakin si lasciò guidare dal suo istinto per non sbattere contro la più vicina parete, quando improvvisamente un rumore lo fece sobbalzare. Portò immediatamente la mano alla spada laser e solo allora si rese conto di averla lasciata nella sua stanza.

‘Accidenti, Obi Wan mi farà a pezzi se lo viene a sapere’ pensò mentre sondava l’oscurità alla ricerca della fonte del rumore. Era pronto a subire un attacco da un momento all’altro, quando lo sentì di nuovo.

Grunf!

‘Ma cos’è? Un bantha?’ si chiese stupito, avvicinandosi con cautela alla zona da cui proveniva e si ritrovò davanti a una porta chiusa, che aprì senza difficoltà grazie alla Forza.

Il rumore si fece più forte e minaccioso mentre Anakin varcava circospetto la soglia della stanza, poi con un’improvvisa epifania, sentì la presenza del suo caro maestro (doveva essere proprio stanco per non averla sentita subito…) e capì che tutto quel baccano era dovuto proprio a lui.

Obi Wan era stravaccato sul suo letto a pancia in giù in una posizione difficilmente descrivibile, era malamente arrotolato nelle coperte che lo bloccavano e si agitava russando fragorosamente. Quasi sicuramente stava sognando di essere stato incatenato da qualche nemico, perché combatteva per liberarsi dalla temibile morsa delle lenzuola con sul viso la sua solita faccia da jedi che ha la situazione assolutamente sotto controllo.

Il ragazzo soffocò a stento una sonora risata. In tutto quel tempo non aveva minimamente sospettato che il suo maestro, così serio e coscienzioso da sveglio, potesse essere così buffo in sonno.

Un largo ghigno malefico comparve sulle sue labbra, appena celato dai biondi capelli ondulati che gli erano scesi sul volto mentre si abbassava per osservare meglio il grufolante Obi Wan. Non poteva certo perdere quella perfetta occasione di fare uno scherzo memorabile al suo maestro.

 
 
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